Diagnosi energetica, obbligo o opportunità?

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Perché la diagnosi è così importante?

Dalla Diagnosi vengono determinate le baseline energetiche indispensabili alla conclusione dei contratti EPC (Energy Performance Contract), di accesso ad incentivi come i Titoli di efficienza energetica (che certificano il conseguimento dei risparmi) ed altre forme incentivanti rilevanti. Anche le aziende non obbligate possono cogliere questa grande opportunità, perché la consapevolezza e la conoscenza della propria impresa è il primo passo verso il risparmio in termini energetici ed economici.

Adeguarsi entro il 2023 diventa obbligatorio per molte aziende

Presentare una diagnosi energetica entro dicembre 2023 diventa obbligatorio per determinati soggetti: a essere esaminati sono i dati reperiti nel corso dell’anno 2022. Lo scopo è comprendere l’utilizzo dell’energia all’interno dell’edificio, identificandone criticità ed eventuali inefficienze, sensibilizzando l’azienda sui consumi avviando percorsi di efficienza energetica e sostenibilità.

Per chi è obbligatorio?

Con l’introduzione del D.lgs 102/2014, l'obbligo di effettuare la diagnosi energetica esiste per imprese energivore e per le grandi imprese. Le imprese energivore si caratterizzano come aziende ad alto consumo di energia: dal 2018, nello specifico, la definizione di impresa energivora riguarda tutte le imprese che hanno un consumo energetico maggiore o uguale a 1 GWh.

Obbligo di efficientamento

Con il D.lgs 73/2020 c'è l’obbligo per le imprese energivore di eseguire entro il 2023 almeno un intervento di efficienza.
Rispetto alla prima diagnosi obbligatoria risulta che, per le diagnosi successive, ossia dal 2019, è obbligatorio anche prevedere l’installazione di un sistema di monitoraggio per far sì che i consumi, stimati per la prima diagnosi, vengano misurati in maniera esatta.

Le sanzioni

Quali sono i rischi per gli inadempienti?

L’articolo 16 del decreto sottolinea le sanzioni per le imprese inadempienti, specificando che la multa varia dai 4.000 ai 40.000 euro. Anche per le diagnosi incomplete o non conformi inviate all’ENEA, viene applicata una sanzione tra i 2.000 ed i 20.000 euro. Le sanzioni vengono applicate all’azienda e non al singolo sito produttivo.

I controlli sulle diagnosi vengono svolti annualmente dall’ENEA su almeno il 3% delle diagnosi inviate e sul 100% delle diagnosi realizzate. C’è inoltre la possibilità che le verifiche vengano effettuate in loco, direttamente nell’azienda interessata. La sanzione non esclude la diagnosi, che deve essere comunque effettuata entro sei mesi dalla stessa.

Non esitare

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