PER ADEGUARSI A CASE GREEN È NECESSARIO PASSARE IN CLASSE ENERGETICA “D” ENTRO IL 2033
Lo scorso 14 marzo, il Parlamento europeo ha approvato la direttiva “Energy Performance of Building Directive”, meglio conosciuta come “Case green”. La direttiva rientra nel pacchetto UE Fit for 55 con cui l’Europa persegue l’obiettivo di giungere, entro il 2050, a zero emissioni di CO2. Obiettivo perseguibile attraverso l’adeguamento degli edifici ad uso abitativo a classi energetiche superiori, almeno classe D entro il 2033. Avevamo già trattato l’argomento in un precedente articolo, consultabile a questo link, dove è possibile approfondire anche la questione della classificazione energetica.
Per l’approvazione definitiva ci vorrà ancora qualche tempo. Al momento il testo è oggetto di discussione del trilogo (cioè il negoziato con il Consiglio e la Commissione europea per poi tornare in Plenaria). Quando l’iter sarà completato si arriverà alla versione definitiva e, al momento della sua entrata in vigore, dovrà essere recepita dagli Stati membri. Il tutto, probabilmente, a partire dal 2025.
Case green ha l’obiettivo di portare tutti gli immobili residenziali già esistenti in classe energetica E entro il primo gennaio 2030 e in classe D entro il 2033. A partire dal 2028, tutte le nuove costruzioni nell’ambito residenziale dovranno essere a emissioni zero. Gli immobili pubblici seguiranno lo stesso percorso anche se con qualche anno di anticipo rispetto ai residenziali. Dal recepimento della direttiva, gli impianti solari diventeranno obbligatori in tutti i nuovi edifici pubblici e i nuovi edifici non residenziali. Gli edifici in corso di ristrutturazione avranno tempo fino al 2032 per adeguarsi.
Gli immobili esclusi dal provvedimento saranno:
- case vacanze;
- abitazioni indipendenti con superficie inferiore a 50 metri quadri;
- le chiese e altri luoghi di culto;
- edifici vincolati dai Beni Culturali;
- edifici ricadenti nei centri storici;
- edifici di proprietà delle Forze armate e destinati a scopi di difesa nazionale.
Tra le altre cose, la direttiva introduce anche una classificazione redatta direttamente dall’Unione Europea in modo da armonizzare le classi energetiche nell’intera UE. Ciò significa che è molto probabile che alcune case del nostro territorio nazionale partiranno da una classificazione energetica diversa da quella attuale.
Le conseguenze saranno abbastanza gravose per coloro che decideranno di non adeguarsi. Infatti, a partire dal 2030, se non si è in regola con la classe energetica non sarà possibile vendere o affittare una casa. Per la precisione: dal 1° gennaio 2030 ci sarà lo stop alla vendita e all’affitto degli immobili in classe G e dal 2033 stop anche per quelli in classe E.
L’Italia è in forte ritardo sulla riqualificazione edilizia e l’Europa impone di allinearsi ai nuovi vincoli, per questa ragione bisognerà correre ai ripari con interventi politici mirati. Il nostro paese necessita sicuramente di nuovi incentivi altrimenti non sarà possibile rispettare i tempi indicati dall’UE.
Secondo le ultime stime, con il Superbonus è stato riqualificato solo il 3,1 % di oltre 12 milioni di abitazioni. A scriverlo è Legambiente nel suo rapporto annuale “Civico 5.0: Vivere in Classe A”, scaricabile qui, dove si evidenzia l’importanza e la necessità di far decollare la transizione energetica del settore edilizio residenziale. Quello che serve è una vera e propria riforma in tema di politiche sull’efficienza energetica, stabile e duratura.
La tutela di ambiente e persone è una prerogativa fondamentale dell’intera umanità. È un momento storico importante per fornire tutti il nostro contributo al processo di decarbonizzazione, ed è ora di agire concretamente.
Non facciamoci trovare impreparati dal futuro, il raggiungimento della neutralità climatica dipende anche da noi ed Enesco ha già soluzioni ed incentivi per efficientare.




